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La piramide rovesciata
La piramide rovesciata
« : December 13, 2009, 05:10:11 pm »

Una è la via
dal futuro torna il passato
dal passato torna il futuro
Puoi seguire ciò
che non puoi dire
Qui è il mistero, qui il dolore
Passati due cieli
uomini insieme
si fanno incontro
Una piccola forza
può fare grandi cose
se il cuore è colmo e decidi
di procedere.

Kenya Occidentale
3 ottobre 2059 ore 20:00
Monte Homa (costa meridionale del golfo di Winam nel lago Vittoria)


Vi era un acre e pungente odore di zolfo. Tutto era molle, umido e indistinto. La mente di Horo era proiettata alla prossima stanza, mentre il suo corpo rimaneva immobile sulla trappola. Un meccanismo vecchio di secoli era il guardiano di quel luogo orrendo e infido; lui era il più forte e potente, lui era il Re. Ogni suo muscolo era teso in uno spasmo innaturale e gli donava un aspetto simile alle statue che lo attorniavano. Intorno a lui silenzio interrotto da una cadenza immune ad ogni mutazione, un lento e incessante ticchettio cadenziato scandiva i suoi ultimi minuti di vita secondo i piani dell'ingegnere egizio che era giunto alle pendici del monte Homa nella punta Ovest del Kenya per costruire quell'enorme piramide rovesciata. Il famiglio era vicino al padrone e lo osservava con i suoi enormi occhi da rapace. Ora la mente dell'animale era un'estensione di quella di Horo. Volò fuori dalla stanza e si inoltrò in uno stretto cunicolo che sarebbe servito a far defluire una grande quantità di sabbia grigia e scura spinta da un enorme masso trattenuto da un meccanismo che attendeva solo una qualsiasi mossa dell'uomo che lo avrebbe azionato. Tutto dipendeva da una corda ancora perfettamente collegata alla trappola. Il falco della regina strappò con fulminea precisione la corda dal suo ancoraggio e disinnescò la trappola. Horo riaprì gli occhi. Di fronte a lui si ergeva una porta a doppia anta che fungeva da ingresso alla "freccia dell'abisso", un enorme pyramidion che formava l'estremità inferiore di quella gigantesca piramide che sprofondava nella terra per 147,61 metri. Sulla sommità della porta si poteva leggere:

«Non tardarono, quindi, ad apparire gli dèi, che si degnavano d'incedere valendosi dei piedi degli uomini. Ecco il terribile messaggero che fa la spola tra gli dèi del cielo e dell'Inferno avanzare con il capo eretto e il volto mezzo nero e mezzo giallo come l'oro, drizzando alteramente il suo collo di sciacallo.»


L'hevo era intento a studiare ogni dettaglio di quell'ultima porta, di quello che credeva l'ultimo ostacolo per accedere alla freccia. Il suo sguardo prometteva determinazione e volontà incrollabili, il suo corpo sembrava quello di un atleta. Aveva ancora trentacinque anni ma aveva vissuto una vita che neanche un uomo del doppio dei suoi anni avrebbe potuto solamente immaginare di vivere. Ogni notte lui riusciva a vivere un pezzo della vita di qualche altro essere umano e questo lo aveva presto portato ad avere l'esperienza di cento uomini. A lui era toccato il compito di salvare la Terra dal baratro e ci stava provando, dannazione ci stava provando con tutte le sue forze.

Cento metri sopra la sua testa, sulla base della piramide, un intero esercito si batteva senza sosta. I migliori hevo difendevano il passaggio d'accesso alla piramide da uno stuolo di NanB armati fino ai denti. Comandavano un esercito di "senza anima" con i loro poteri extrasensoriali. I senza anima erano stati degli uomini che avevano ceduto all'isolamento del Silicio. Ogni loro parte umana, tranne la spina dorsale e il cervello era stata rimpiazzata da una componente nanotech MEMS. Gli Hevo li usavano come marionette stando nascosti nelle loro trincee e fronteggiando i ripetuti attacchi delle macchine. La battaglia non sarebbe potuta durare ancora a lungo, ma sembravano poter avere la meglio sui nanobot, anche per merito delle strategie che Horo gli aveva insegnato.

Horo sapeva di dover far presto, leggeva la mente dei suoi luogotenenti e i loro sentimenti. Nei loro cuori era in corso la battaglia forse più dura: la loro incrollabile fiducia nel loro Re combatteva senza tregua la paura delle macchine.





Tokyo, Giappone
3 ottobre 2059 ore 21:00
Torre di controllo dell'Impero robotico indoasiatico


Il ragno nanobotico smistava i messaggi a tutti i generali presenti nella torre e ognuno stilava rapporti e progettava strategie di attacco da inviare all'Imperatore. Ogni unità samurai era stata avvisata dell'attacco che sarebbe stato sferrato all'alba del mattino seguente alla base di Mogadiscio.

@Ushimata

Uno degli ufficiali pronti a partire in 21 minuti dall'avviso era il samurai Gonzaemon. Stava ricaricando le sue batterie nucleari quando...
Ushimata vede entrare nel suo alloggio un robot messaggero che gli consegna il seguente ordine direttivo: "Recarsi immediatamente alla base aerea imperiale. Raggiungere base alleata alla Valletta (Malta) e proseguire con sottomarino fino al contatto a Venezia. Cerca il nostro infiltrato - nome in codice Le-O. Piano tattico e logistica ti verranno comunicati a bordo del sottomarino Fughian1.



Stretto della manica
2 ottobre 2059 ore 16:00
Un treno che viaggia a velocità supersonica su una monorotaia a sospensione magnetica in un tunnel sottovuoto


@Black Hawk
Sei su un treno che sta percorrendo lo stretto della manica in direzione di Calais in Francia. Ad un tratto tutto sembra fermarsi intorno a te e vedi un uomo di colore (jamaicano) vestito di verde che sembra essere sbucato fuori dal nulla. Ti guarda fisso negli occhi a pochi centimetri da te senza parlare. Provi a fare qualcosa, anche solo a muovere le labbra per parlare ma senza riuscirci. E' come se il tempo fosse fermo e solo l'uomo riesce a muoversi. Capisci che anche lui è un Hevo e telepaticamente senti ripetere la parola Pace, mentre ti mette in tasca un piccolo foglietto di carta. Prima di cadere svenuto senti anche la parola Vendetta...


Nuova Berlino Est - Blocco URSS
3 ottobre 2059 ore 3:00



Appartamento di Mats Salander
@Mats Salander

Ti svegli di soprassalto svegliato dal rumore di un cicalino impiantato nel tuo orecchio sinistro. Indica un allarme silenzioso collegato ai sensori perimetrali di casa tua. Appena apri gli occhi lo schermo automatizzato fa apparire le immagini delle telecamere aeree che riprendono l'esterno dell'appartamento. Una donna bellissima e vestita di rosso con un seno trabordante sta cercando di aprire la doppia porta di sicurezza con un codice a "bomba logica" impiantato sull'RFID nel microbot che porta nella borsetta. Il tuo virus antintrusione si attiva iniziando ad infettare OGNI apparecchio elettronico che non abbia il tuo passcode. Il Virus appare come ologramma a fianco a te sul letto nella forma di un piccolo omino rosso con la pella di pietra e delle strane corna tagliate. Ti ricorda un vecchio giocattolo che era appartenuto a tuo padre.

@John Sparks
[spoiler=Un dolore mai provato]Ti trovi nello stesso palazzo di Mats Salander e ti svegli con un dolore mai provato prima agli occhi e alle gambe bioniche. E' come se adesso tu non avessi più il controllo della tua nanotecnologia giapponese. Il dolore è indicibile e hai poco spazio per il ragionamento. Vedi tutto Rosso e ti sembra che ci sia uno strano omuncolo rosso che ti stia torturando.[/spoiler]

@Ronin
Anche tu sei nella Berlino Est. Ricevi un messaggio sul tuo computer integrato nella tuta. Il mittente si chiama Molok e vuole affidarti un compito che ha tutta l'aria di essere qualcosa di sporco ma molto ben pagato. Non conosci questo contatto e non ti piace per niente. Intanto ti sembra di essere spiato...

USA - località imprecisata della costa EST
1 ottobre 2059 ore 15:00
Inverno nucleare


@Uriel Light
Sei su una motocicletta che hai appena rubato. Per non morire congelato a causa dell'inverno nucleare premi il pulsante "capsula". Uno strato di microfilm nanotech ti ricopre e ti isola termicamente. Un replicante a cui hai rubato un innesto da vendere al mercato nero ha poco prima emesso una sentenza di terminazione. Dagli schermi olografici vedi dietro di te un mezzo corazzato che ti insegue. La tua unica via di fuga è l'aeroporto. Sai che di lì a poco avrai addosso almeno altri cento mezzi. Ricevi sul tuo monitor un avviso diramato a tutte le macchine. Sei nella merda fino al collo e ti hanno riconosciuto perché hanno un identikit completo e sanno di qualsiasi tuo aggancio.


Quote from: Black Hawk
Il mal di testa è insopportabile . E' come se un dannato martello pneumatico mi avesse perforato la testa e avesse fatto scempio della mia mente ...la cosa che detesto di più è che ha fatto tutto in modo così semplice .
Non pensavo che il Wendigo [spoiler]Blackhawk si riferisce al suo potere chiamandolo Wendigo[/spoiler] potesse essere domato così facilmente ...
Ragiona Hawk [spoiler]così veniva chiamato in famiglia[/spoiler] ... il tizio  era sicuramente un Hevo molto potente...da dove poteva poteva venire ? Africa? Caraibi? E diamine non voglio nemmeno chiedermi perchè cavolo era vestito in quel modo ,sembrava un maledettissimo leprecauno!
Pace...ecco cosa mi ha detto..pace per chi? Per il mio popolo?Per me stesso? Pace per il mondo? questa poi ...ci mancava solo un Hevo dagli intenti pacifisti...e poi mi ha sussurrato vendetta...vendetta per cosa? Per quanto mi è accaduto? Che sia l'inizio della fine dell'uomo bianco che ha avvelenato per così tanto tempo la natura ? Se così fosse si potrebbe raggiungere di nuovo l'equilibrio per tutte le cose ..Diavolo Hawk non divagare non siamo in un salotto esoterico ..mi ha dato un fogliettino e me lo ha messo nella tasca..

A questo punto mi guardo intorno e osservo l'ambiente circostante , poi metto una mano nella tasca per cercare il fogliettino .

Stretto della manica
2 ottobre 2059 ore 16:09
Un treno che viaggia a velocità supersonica su una monorotaia a sospensione magnetica in un tunnel sottovuoto



@Black Hawk

Ti guardi intorno e osservi lo scompartimento del treno supersonico. Gli schermi olografici trasmettono il notiziario mentre piccoli quadratini olografici fluttuano per la cabina insonorizzata mostrando lo stato del viaggio e il tempo necessario all'arrivo alla stazione di Calais. Le condizioni meteo all'arrivo prevedono pioggia battente ed una ragazza avvenente e seminuda legge le previsioni picchiettando con una bacchetta fluorescente uno schermo che tu vedi in 3D.

Nella tua cabina c'è una bambina dai capelli biondissimi e ricchi dagli occhi verdi che ti guarda impaurita. Avrà sui sette anni pensi e percepisci il suo timore con chiarezza. La tua mente inizia a tornare alla normalità. Uno strano uomo in completo beige e cravatta fucsia sembra essere uscito da un quadro di inizio secolo. Ha in mano un vecchio libro di poesie e anche lui ti osserva con fare perplesso. Ha la barba ben curata, gli occhiali e i capelli neri. Capisci che l'uomo è un profeta umanistico. Nella cabina non sembra esserci nessun altro e tu ti senti comunque stordito. Ti passi una mano sulla parte nera della faccia e ti sistemi la treccia dei tuoi lunghi capelli.
Qualche goccia di sangue esce dal tuo orecchio sinistro e avverti il calore del liquido viscoso che si raggruma mentre scivola verso la tua giacca. Pensi che gli altri due occupanti della cabina siano completamente ignari di quanto ti sia successo e scrutando nella mente dell'uomo rievochi il suo ricordo dell'accaduto. Tutto per lui è stato indifferente finché non ha udito la tua voce farneticare in un sonno scomposto e ha pensato che tu fossi preda di qualche incubo. Ti guarda comunque con interesse.

Metti la mano nella tasca dove l'uomo vi aveva messo il foglietto e sei certo di non aver mai visto quella carta. Sembrava quasi essere lino e pensi a reminescenze di un tempo in cui avevi letto della preparazione dei libri nell'antichità. Apri il foglio e leggi un messaggio scritto a penna e con una buona calligrafia. E' in inglese:

Quote
Recati immediatamente a Potsdam, all'obelisco vicino Luisenplatz. Avrai l'occasione di trovare la pace e la serenità che hai cercato in questi lunghi anni.

In calce al messaggio vi era una sorta di macchia nera, come di inchiostro. Osservandola bene si notava che essa rappresentava una stella nera ed era voluta. Quel simbolo era già apparso in passato e tu sapevi che era associato ad un potente gruppo Hevo che aveva le proprie basi nel corno d'Africa. Ricordi che la tua tribù era da sempre in buoni rapporti con gli esuli africani che avevano cercato di salvare molti uomini durante la terza guerra mondiale e anche dopo l'avvento dell'inverno nucleare.




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